90 anni di storia

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La Storia della Dante Alighieri in Sudafrica – come in tutto il resto del mondo – è, prima di tutto, la storia della migrazione degli italiani fuori patria. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento milioni di italiani hanno preso la via del mare in cerca di condizioni di vita migliori. Sono spesso emigrati lontano, in un’epoca in cui i viaggi e le comunicazioni non era così agevoli, in cui partire equivale un po’ a morire, un’epoca in cui in effetti molti partirono per non ritornare mai più nel luogo natio. Spesso emigrare significava anche trovare condizioni avverse nei luoghi di destinazioni e integrazioni difficili, a volte costellate da discriminazioni anche pesanti. Gli emigranti si trovavano immersi in lingue sconosciute e culture diverse, senza alcuna nozione pregressa di esse, in contesti dove una delle poche certezze era la familiarità dei propri connazionali o, ancora meglio, compaesani.

Anche in Italia il fenomeno della migrazione non lasciava certo indifferenti le classi politiche e gli intellettuali, divisi tra chi incoraggiava il fenomeno per i vantaggi economici che portava alla patria – attraverso, ad esempio, le rimesse e la diminuzione del numero di poveri – e chi lo deprecava per la lacerazione culturale, sociale e umana che portava all’interno del tessuto nazionale. In questo contesto nasce l’idea di costituire la Società Dante Alighieri, innanzitutto sotto la spinta del poeta e vate della Nazione Giosuè Carducci. La Società viene fondata in Italia nel 1889, con lo scopo di “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana”. Le sedi della Società Dante Alighieri nel mondo diventano allora il simbolo di quella ferita culturale apportata da ogni emigrazione e la volontà di mantenere vive e attive le proprie radici mentre di pari passo si attua l’integrazione nel paese di destinazione.

Benché in Sudafrica la popolazione italiana fosse numericamente inferiore rispetto ad altri contesti, il passo per la fondazione di una Società anche nella punta meridionale del continente africano fu breve: dopo meno di 30 anni nacque a Johannesburg la prima Dante, sulle fondamenta della scuola italiana istituita dall’industriale Luigi Fatti per i figli dei propri dipendenti in centro città, al n. 2 Fatti’s Building, 65 Loveday Street. Qualche anno dopo, in quella sede, si tiene la prima adunanza generale che porta alla nascita ufficiale della Società Dante Alighieri in Sudafrica: è il 18 ottobre 1927. Il Comitato di Johannesburg viene costituito con “11 Soci Perpetui e 34 Soci Annuali”; la quota associativa è fissata a 5 scellini.

È anche l’inizio di un’avventura durata finora 90 anni, sicuramente non facile e non priva di asperità. Già dopo pochi anni ci furono i primi dissidi: il Fascio decise di spostare la sede della Dante presso i propri uffici senza avvertire il Presidente che, di conseguenza, diede le dimissioni. Da allora si sono succeduti decine di Presidenti, per la maggior parte manager, che hanno portato avanti l’amministrazione della Dante sempre su base volontaria. Ogni presidenza e ogni nuovo Comitato hanno rinnovato gli appelli alla Comunità italiana in Sudafrica perché sostenessero la Società, associandosi, partecipando agli eventi culturali, mandano i propri figli a lezione di lingua italiana. Ogni presidenza e ogni nuovo Comitato hanno dovuto reinventarsi e reinventare la Dante, aggiornandola e rendendola permeabile tanto ai cambiamenti avvenuti in madre patria quanto a quelli avvenuti sul suolo sudafricano, rimanendo sempre ponte tra i due stati e le molte culture che rappresentano.

Dieci anni fa, l’ultimo trasferimento: da Norwood all’attuale prestigiosa sede di Houghton. Nel frattempo, la Dante di Johannesburg è entrata negli anni duemila e sta ora facendo un enorme sforzo per rinnovarsi una volta di più. Nuovi volti sono entrati a far parte del Comitato, una recente migrazione che rinvigorisce l’esistente comunità, e per la prima volta sudafricani che hanno imparato l’italiano e amano l’Italia. si pensano nuovi corsi, si immaginano nuovi scenari, si aspira a far diventare la Dante Alighieri, nata come punto di riferimento per l’allora piccola comunità italiana espatriata, una società moderna, retta su principi adatti ai tempi, riferimento culturale non solo per gli italiani ma anche per i tanti sudafricani interessati al nostro paese.